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La fotografia di matrimonio può veramente diventare un’arte. Me ne rendo conto sempre di più quando osservo i lavori di alcuni fotografi d’oltreoceano, soprattutto di quelli più giovani. No, non è esterofilia, è solo la triste presa di coscienza che in Italia riesce veramente difficile liberarsi dai tristissimi cliché della tradizionale fotografia da cerimonia. Ma non è colpa dei clienti, è colpa di quella larga fetta di fotografi privi di qualsiasi tipo di vivacità intellettuale che continuano ad esporre con fierezza rozze foto di sposi ancora più rozzamente photoshoppate.
Ieri mi sono imbattuto nel sito di Samm Blake, una ragazza australiana. Certo, se la volete al vostro matrimonio dovrete pagarle la trasferta dall’Australia. Altrimenti potete sempre chiamare me






“This Land Is Your Land” è il nome del mio nuovo progetto fotografico, dedicato alla Sicilia. Ma è anche il titolo della celebre canzone di quel gran poeta che era Woody Guthrie. Sarà un viaggio fatto di panorami e di storie diverse, il cui comun denominatore è il territorio inteso come risorsa.
Me ne andrò in giro a cercare di raccontare la gente coraggiosa che ha deciso di ricominciare a coltivare la terra in maniera nuova, ma anche il modo nel quale la terra è stata abbandonata o peggio maltrattata nel nome di un progresso industriale che in quest’isola non è mai realmente arrivato.
Ho deciso di farlo in Bianco e nero, solo con la mia Nikon a pellicola, di qualche anno più vecchia di me, e un obiettivo 35mm. Per non complicarmi troppo la vita e perché sono gli strumenti che ancora amo di più.
Ho iniziato a raccontare la storia di alcuni incredibili ragazzi che stanno mettendo in piedi diversi progetti legati all’agricoltura, uno dei quali si chiama Adotta un orto. Sul mio sito la gallery con le foto e anche un video con le interviste:
Video
(Su Vimeo la versione in HD)
La Sicilia non è l’America di Woody Guthrie, ma siccome certe cose valgono dappertutto vorrei chiudere questo post con un pezzo di This Land Is Your Land:
Nelle piazze della città, all’ombra del campanile
all’ufficio di collocamento, avrei visto la mia gente.
Mentre stavano là affamate, io mi domandavo
se questo paese fosse fatto per te e per meMentre camminavo vidi un cartello laggiù;
E il cartello, diceva, “Non oltrepassare”
Ma dall’altro lato [del cartello], non c’era scritto nulla
Quel lato è stato fatto per te e per me.

“This Land Is Your Land” is the name of my new photographic project about Sicily and, of course, is the name of the famous song written by a great poet, the songwriter Woody Guthrie. This long term project will be a trip made by landscape and stories with a lowest common denominator: territory as resource.
I’ll try to tell the courageous people who decided to restart to cultivate the land in a new way, as well as the way in which the Sicilian land was abandoned or was abused in the name of an industrial development that never really arrived in this land.
I decided to shot black and white film whit my old Nikon, some year older than me, and a 35mm lens. To make it simple and because these are the instruments that I love the most.
I started telling the story of tree incredible guys who started to cultivated the land with some project. One is called “rent a Garden”. You can see the gallery and the video with the interviews on my website here:
Video
(You have to go on Vimeo if you want to see HD version)
Sicily is not Woody Guthrie’s America, but certain things are true wherever, so I want to end this post with some phrase of his song:
In the squares of the city, In the shadow of a steeple
By the relief office, I’d seen my people.
As they stood there hungry, I stood there asking,
Is this land made for you and me.As I went walking, I saw a sign there
And on the sign there, It said, “No trepassing”
But on the other side, It didn’t say nothing.
That side was made for you and me.